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...e Pavana un ricordo di una giornata meravigliosa

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Passeggiando nella Pavana di Guccini
Erano mesi che volevo andare. Erano mesi che ci pensavo. In fondo Siena-Pavana quanto lontano vuoi che sia? Per ragioni che fatico anche a ricordare però avevo sempre rimandato. Il pensiero che probabilmente mi infastidiva di più era quello di arrivare a Pavana per sentirmi dire che Lui non era in casa. La certezza di trovarLo- ovvio- non l'avrei mai avuta. Ma oggi poteva essere il giorno buono. Ieri (il 27 Maggio) infatti Gli era stata conferita la cittadinanza onoraria Pavanese. Allora approfittando di una giornata quasi estiva, si decide di partire! Ore 10:15 si lascia Siena. Il viaggio, a parte la solita coda all'entrata di Firenze, procede spedito. La strada è molto semplice. Usciti dalla Firenze Mare a Pistoia, si procede in direzione Porretta Terme per una trentina di chilometri. Il viaggio è piacevole. Si comincia a scalare l'Appennino. Nemmeno il tempo di abituarsi a questo nuovo paesaggio che spunta il cartello con la scritta …

A lezione di teatro con Tullio Solenghi

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A lezione di teatro con Tullio Solenghi
Questa mattina, ore 11 in punto, davanti alla maestosa entrata dell'ex ospedale psichiatrico si ferma una macchina. Vicino a me qualcuno esclama "Ma quello è Solenghi!". E' arrivato. Senza il preavviso telefonico che mi aspettavo. E ora? Cosa gli dico? Non ho avuto nemmeno il tempo di ripetere due o tre volte quanto dalla sera prima avevo pensato di dirgli. Ora è troppo tardi. Si improvvisa. Nella strada che separa l'ospedale psichiatrico dal carcere poche frasi sconnesse. Di circostanza. Il mio vocabolario conta al massimo 20 parole. Peccato che oltre ad essere poche sono anche collegate male l'una all'altra. Si parte male! Per fortuna che Tullio sembra essere abituato a fan sconclusionati che lo riconoscono per la strada e lo avvicinano chiedendo una foto (l'autografo ormai non si usa più). E non manda via nessuno. Non allontana nessuno. L'artista (con la A maiuscola) ritaglia un secondo per tutti. Sorride…

Il sogno di Nicola

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Il teatro canzone a Santo Spirito
La stagione musicale del piccolo teatro del carcere di Santo Spirito, iniziata a Ottobre con gli Isò & the wild cards, un gruppo di artisti meravigliosi, è giunta oggi alla sua conclusione prima della pausa estiva con Nicola Costanti, pianista, cantante, intrattenitore ma soprattutto un uomo attento, non solo a parole, alle persone che vivono ai margini della società. Il mondo dei media e dello spettacolo propone quotidianamente persone e personaggi che sbandierano pubblicamente i loro ideali equo e solidali, la loro vicinanza ai poveri, ai profughi, ai malati... e tante altre belle parole e gesti d'effetto (sto pensando- una su tutte- alle "secchiate d'acqua gelata in testa per combattere la SLA" che si sono dati molti VIPs). Voglio sottolineare bene "parole" e "gesti d'effetto" proprio perché poi, l'umanità di molti artisti (per fortuna non di tutti), finisce fuori dal palcoscenico, appena si chiude …

Quando la grande musica entra in un piccolo carcere

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ISO. & wild cards live in Santo Spirito
Non è trascorso nemmeno un mese dai terribili fatti di Parigi, dalla notte di orrore e di morte del Bataclan. Momenti che, inevitabilmente, rimarranno indelebili nella memoria collettiva. Il tempio della cultura profanato in un incubo durato poche lunghissime ore. Il giorno dopo, le note dell'Allelujah di Cohen nell'interpretazione di Jeff Buckley (Febbraio '95), registrata proprio nel teatro parigino,  sono rimbalzate da un social all'altro, in quell'immensa cassa di risonanza che è il web, per commemorare le vittime di quell'assurda mattanza. Questa mattina, il capolavoro di Leonard Cohen, nel piccolo teatro di Santo Spirito, ha saputo regalare ancora forti emozioni ai presenti. Lo ha fatto attraverso il puntuale contrabbasso del maestro Franco Fabbrini, sul quale è scivolata la duttile voce della bravissima Isotta Carapelli e la chitarra tecnica e calda del maestro Alan Pino Mackenzie.  Grazie al talento e alla gen…

In cima al Monte Labbro tra storia e poesia

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Cristicchi racconta l'incredibile vita di David Lazzaretti
Doveva essere il 10 Agosto, la notte di San Lorenzo, delle stelle cadenti, la data prefissata per il grande spettacolo sul Monte Labbro (quasi 1200 metri). Ma di questo periodo il tempo è dispettoso e, causa temporale, lo spettacolo è stato rimandato di due giorni. Scelta indovinata. Giornata meravigliosa di sole e cielo limpido. Cielo che, se non ci fossero state tante luci sulla cima di quel monte, avrebbe offerto uno spettacolo nello spettacolo. Bastava alzare gli occhi per vedere il grande triangolo estivo: Vega con la Lira, Altair con l'Aquila e Deneb con la maestosa croce del Cigno. Poco più in là, dalla parte opposta rispetto alla torre del Lazzaretti, c'era bassa l'Orsa Maggiore che puntava con la sua coda Arturo del Boote... Una notte incredibile. Ma prima della notte c'è stato il pomeriggio del viaggio e dell'attesa. Del viaggio in quanto per arrivare ad Arcidosso ci è voluto circa un'oret…

La poesia del Palio negli occhi di Mario

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Il palio di Mario
Mercoledì primo Luglio non è una giornata come tante a Siena. Mercoledì primo Luglio è la vigilia del Palio, il giorno che i senesi attendono con l'ansia di una finale di Champions. Poco importa se questa finale la giocano di media una volta all'anno. Tre giri intorno all'anello di piazza del campo. In questi tre giri in meno di due minuti, tutta la magia e la follia di Siena. Non mancheranno mai- è inevitabile- le polemiche degli animalisti per questi cavalli "costretti" a un percorso cittadino e difficile. Non mancheranno le risposte dei senesi che sventolano un sistema di prevenzioni e pronto intervento per i cavalli che non ha eguali, che danno la colpa a un errore del fantino, etc... Polemiche che fanno parte del Palio e di Siena.  In ogni caso domani l'enorme consiglia ospiterà la corsa che tutti i senesi attendono con ansia, come l'attendono i turisti. Loro però con più curiosità che ansia. 

Un senese d'adozione, Mario Casteln…

La poesia di Ferré, l'umanità dei Têtes de bois

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Artisti dentro
Nel piccolo teatro del carcere di Santo Spirito, questa mattina, sul palco c'erano quattro signori venuti a raccontare delle storie, attraverso la prosa e la poesia della canzone.  Il pubblico che li vedeva per la prima volta era composto un po' da italiani, un po' da persone che l'italiano lo conoscevano appena. Però al racconto di Andrea (così si chiama il signore che raccontava)  sul campo di prigionia del padre durante la seconda guerra mondiale l'emozione, sotto forma di partecipato silenzio, prende piede nella piccola sala.  Gli altri signori, Luca, Angelo e Carlo, sono seduti nelle sedie accanto e seguono in silenzio (o meglio al suono di una chitarra discreta),  a testa bassa, una storia che già conoscono e che sanno che, anche questa volta, non li lascerà indifferenti.  Dopo il racconto, la canzone che da quel racconto ha preso forma. E sembra quasi di vedere quella fuga, quelle fisarmoniche... l'ultimo viaggio in treno (si fa per dire) …